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Due o tre cose che so sull’innalzamento dell’età della pensione

Forse non tutti sanno che a determinare l’innalzamento dell’età del pensionamento non è stato il Salva-Italia di Monti-Fornero ma un decreto del 2010, a firma Maurizio Sacconi, che introduceva l’automaticità dell’innalzamento dell’età pensionistica, in ragione dell’innalzamento delle speranze di vita della popolazione, censita dall’Istat. Lo spiego qui:

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-03-20/pensioni-4-mesi-lavoro-piu-pensioni-vecchiaia-decreto-sacconi-piu-incisivo-riforma-fornero–191359.shtml?uuid=ABhcMmCD&nmll=2707#navigation

Quel che è il caso di sottolineare è che la Fornero poneva l’età del pensionamento a un livello inferiore rispetto a quanto previsto dal decreto Sacconi, a partire dal 1° gennaio 2016. In un mondo in cui molti, in particolare sul weba, scrivono cose a sproposito contro nemici (spesso immaginari), ricordare alcuni elementi certi aiuta a fare chiarezza. Non per parteggiare a favore di uno o contro altri, ma perchè ognuno ha il diritto di avere, maturare, accarezzare, coltivare, l’opinione che vuole, difenderla e confrontarla con quella degli altri. Se non è campata in aria. Perchè come diceva un ex presidente dell’Inps: “Italiani, 60 milioni di attuari”.

Ricordo inoltre che quel decreto Sacconi venne emanato dopo anni di dibattito, in cui si sottolineava come quella misura fosse una naturale attuazione della Dini-Treu. E non certo con la pistola della troika puntata alla tempia: circostanza – all’incirca – in cui si trovò il governo l’anno successivo quando mise a punto quattro manovra in pochi settimane, di fronte all’allarme per le casse dello Stato che era chiaro a tutti tranne che al premier secondo il quale “i ristoranti erano pieni”.

Il tema è: è corretto automatizzare l’aumento dell’età pensionistica, quando l’attività lavorativa non aumenta automaticamente ma anzi si flessibilizza? E se non è corretto, chi e come “paga” la differenza? In linea di principio sono tutti d’accordo sul fatto che si debba lavorare di più, perchè si vive di più: ma quando ciò ci tocca da vicino e iniziamo a percepire tangibilmente gli effetti delle vicende genenali, tutti alzano il pelo come gatti aggrediti. Forse il problema è nella trasparenza e nella comunicazione ai lavoratori di come funziona il sistema previdenziale. Che da vent’anni, invece, per mano pubblica si preferisce riformare che spiegare.