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Rendimenti, sostenibilità, comparti: come cambia il fondo pensione dei giornalisti

Quest’anno il rendiconto del Fondo Pensione Complementare dei Giornalisti Italiani sull’anno precedente arriverà un po’ in ritardo. La Commissione di vigilanza sui fondi pensione ha concesso più tempo alle forme di previdenza complementare, ma ci teniamo a darti qualche anticipazione e aggiornamento sui primi mesi del 2021: dal gennaio 2020 al marzo 2021 i rendimenti sono stati ampiamente positivi con il comparto Medio Termine (l’ex Prudente) salito del 4,19% mentre il comparto Lungo Termine (l’ex Mix) cresciuto del 7,32%. Anche nel pieno della pandemia la gestione del nostro Fondo pensione – così come buona parte del sistema di previdenza complementare – ha mostrato di saper gestire la volatilità e il rischio, mantenendo performance soddisfacenti.

In questo ultimo anno e mezzo, la Commissione Finanza e Patrimonio del Fondo che presiede Marco lo Conte, ha fatto tante cose, molte le ha avviate, e tutte insieme vanno a imprimere cambiamenti sostanziali: abbiamo rimodulato i comparti, con il Garantito che è stato chiuso a nuove adesioni per ragioni contrattuali (il vecchio contratto della polizza con Cattolica prevedeva clausole che ponevano un tetto al patrimonio assicurato) e affiancato dal Comparto Breve Termine, per chi vuole mantenere un profilo di rischio basso, magari in prossimità del pensionamento; abbiamo quindi rinominato il Prudente in Medio Termine e il Mix in Lungo Termine, per dare una maggiore coerenza all’impianto generale. Abbiamo inoltre analizzato e valutato il lavoro dei singoli gestori cui abbiamo dato mandato di gestione (Amundi, Azimut, BlackRock, Credit Suisse, Eurizon, Pictet, oltre alla citata Cattolica).

Inoltre abbiamo adottato un piano di investimento Life-Cycle come scelta di default per i nuovi iscritti, operativo da maggio; è impostato sui tre comparti attivi e consente di trasferire in maniera automatica e graduale la posizione maturata da un comparto all’altro in funzione dell’età anagrafica. In buona sostanza è un piano previdenziale che prevede l’adesione agli iscritti più giovani presso i comparti a maggior dinamicità, per poi passare a quelli meno rischiosi man mano che ci si avvicina alla pensione.

Abbiamo inoltre deciso di adottare i criteri di gestione Esg che i gestori si preparano ad applicare. La ragione è evidente: anche i giornalisti italiani hanno a cuore le conseguenze che i propri investimenti producono in tema di ambiente, di impatto sulla società e di buona governance nelle aziende in cui si investe. E’ un processo articolato che tiene in considerazione molti criteri, da monitorare costantemente, e che punta a ridurre la volatilità e il rischio, anzi a produrre una maggiore stabilità nel tempo delle performance finanziarie certo non inferiori alle scelte non sostenibili.

Proprio perché siamo consapevoli delle conseguenze delle nostre scelte – anche se queste sono mediate dal nostro Fondo Pensione e per fini previdenziali – abbiamo deciso di introdurre nel nostro portafoglio le cosiddette asset reali: sono investimenti in titoli non quotati sui mercati finanziari ma in strumenti che investono nelle imprese, con un’attenzione particolare a quelle italiane. Lo abbiamo fatto per due ragioni di fondo: aumentare la diversificazione di portafoglio riducendo la correlazione interna, per contenere la volatilità delle gestioni. E in secondo luogo perché riteniamo – così come i vertici di molti altri fondi pensione – che sia il caso di individuare modalità per indirizzare nel proprio territorio una seppur porzione minoritaria dei contributi dei lavoratori ad investimenti, correggendo così la tendenza a destinare ai mercati finanziari internazionali la quasi totalità dei nostri investimenti (visto il peso assai ridotto dell’Italia nel contesto finanziario internazionale). Anche questo è un processo, ancora più delicato se possibile, perché è necessario evitare discrezionalità nella scelta delle società in cui investire, pertanto la selezione degli strumenti da utilizzare deve essere rigoroso, trasparente e orientato unicamente agli scopi previdenziali che il Fondo pensione persegue, per fare gli interessi dei propri iscritti. Molte iniziative che ora vanno raccontate agli iscritti, tema di cui si occupa la Commissione Comunicazione, guidata da Tiziana Stella.

Prossimamente il nostro Fondo Pensione punterà, oltre a mantenere la qualità della sua gestione, a erogare direttamente le rendite ai colleghi, senza demandare ad assicurazioni private questo mandato, evitando costi aggiuntivi e mantenendo il legame con le colleghe e i colleghi iscritti anche da pensionati (che lo ricordiamo possono mantenere l’iscrizione attiva anche una volta terminato il lavoro, prima di scegliere capitale o rendita).

Ci teniamo a sottolineare l’importanza di questi ultimi due punti, la trasparenza dei processi e l’aderenza univoca agli interessi degli iscritti, come faro che orienta il lavoro dei consiglieri di parte giornalistica, cercando di trovare con i consiglieri di nomina Fieg le mediazioni più opportune. Com’è noto, questo non sempre è possibile e talvolta alcune decisioni ci sono state imposte, come nel caso della nomina del direttore ma vi aggiorneremo prossimamente su questi scenari.

Nel contesto di incertezza per la previdenza dei giornalisti – per quanto riguarda l’Inpgi e la tenuta dei suoi conti – il Fondo pensione rappresenta uno strumento solido cui riferirsi per diversificare le proprio scelte previdenziali, per le esigenze del presente grazie alle anticipazioni e per quelle del futuro, vista la capacità di rivalutare adeguatamente i contributi tenendo sotto controllo i rischi.

Simona Fossati
Vicepresidente
Corrado Chiominto
Marco lo Conte
Tiziana Stella
Consiglieri di Amministrazione