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Parlare di pensioni al bar: il secondo sport preferito dagli italiani

Discettereste di frenata assistita elettronicamente o di controllo dell'assetto in curva solo perchè avete la patente di guida? Difficile capire perchè non ci lanceremmo mai in disquisizioni ardite su argomenti che non conosciamo, mentre sul tema pensioni molti italiani perdono i loro freni inibitori e pontificano senza alcuna ritrosia. Persino un ex presidente del Consiglio nonchè alto dirigente di Banca d'Italia come Lamberto Dini – che lega il suo nome a una riforma importante in materia previdenziale – si era lanciato tempo fa in ardite elucubrazioni in cui sosteneva che l'aumento dell'età pensionistica e il rialzo degli assegni di primo pilastro rendeva inutili i fondi pensione.

Le chiacchiere da bar o da talk show televisivo di tarda serata si sprecano poi sulle cosiddette pensioni d'oro: cosiddette, perchè nessuno si preoccupa di definire a quanto ammontano, evocate come sono in empiti di populismo d'accatto, stile "chiagn' e fotti", in cui ci si professa paladini dei poveri pensionati e si da addosso ai ricchi rentièr; o, variante del caso, prendendosela con chi percepisce una pensione con il sistema retributivo, ergendosi a difensori di quella contributiva. Per smentire molti luoghi comuni sull'argomento è meritorio l'intervento pubblicato domenica sul Sole 24 Ore qui di seguito a firma Maurizio Benetti e Mauro Marè:

http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2014-03-17/tassare-pensioni-se-crea-piu-equita-retributivo-e-contributivo–133719.shtml?uuid=ABvoGb3&fromSearch

Aggiungo alcuni elementi. Le integrazioni al minimo prevedono una "spesa" annua di circa 17 miliardi di euro (oltre 4 volte il solo gettito Imu su cui il precedente governo si è concentrato per 4 mesi filati); ma soprattutto riguardano 6,9 milioni di italiani, elettori il cui favore e il cui voto è stato conquistato in passato con le armi dei diritti acquisiti dai politici di passaggio: abbastanza per spostare l'asse elettorale di qua o di là. Totale? Misure come queste spingono la spesa pensionistica italiana al 15% del Pil, il doppio della media europea. Abbastanza da poter dire che le pensioni sono materia troppo importante per essere discussa dai politici. O al bar.