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A che valse la baby pensione, se poi il risparmi vanno ai figli?

La domanda è banale, anche se il frastuono dei talk show politici rischia di far perdere di vista elementi di semplice contabilità contadina. E' stato davvero utile a chi aveva 30/40 anni negli anni 70 incassare diritti acquisiti come le baby pensioni per far pagare il conto a chi oggi ha appunto la stessa età e fa fatica ad entrare (non ad uscire) nel mondo del lavoro?

Suona ancora più grottesco il quesito se si considera l'indagine Spi-Cgil in collaborazione con Ipsos su consumi e potere d'acquisto dei pensionati. il 49,9% ha dovuto cedere ai proprio figli parte della sua pensione o dei risparmi; un'evenienza occorsa nel 14,4% dei casi «spesso», nel 26,4% dei casi «qualche volta» e solo all'8,1% «raramente». A che valse, dunque? Meglio sarebbe stato alleggerire di fardelli (debiti) finanziari le nuove generazioni e anzi, metter a loro disposizione ricerca, sviluppo, innovazione.

L'indagine conferma le recenti rilevazioni della Banca d'Italia e dell'Istat sul tema. Complessivamente il 46,2% dei pensionati fa fatica ad arrivare alla fine del mese, il 24,3% ci arriva senza problemi e spende tutta la pensione. Ma c'é anche un 16,3% che ha dovuto ricorrere ad aiuti economici negli ultimi 2-3 anni: ad esempio, il 5,3% ha chiesto aiuto alla banca, il 4,1% ai figli e il 2,7% agli amici o a parenti lontani.