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Verso una riforma della “busta arancione” dei fondi pensione

Il paradosso è che il secondo pilastro è più trasparente del primo: è già obbligato a fornire un’indicazione della rendite future, a indicare in bilancio l’elenco dei primi cinquanta titoli in portafoglio con quantità e pesi sul totale, a pubblicare online i documenti del collegio dei sindaci, circolari, decisioni, indica sempre online le strategie di portafoglio, i benchmark, le strategie e le variazioni periodiche. Una trasparenza che, tuttavia, può ancora migliorare. Proprio la stima delle rendite future è oggetto ora di verifica. Inevitabile, visto che il "progetto esemplificativo", ossia la «busta arancione» del secondo pilastro, si basa su ipotesi di crescita dei mercati azionario e obbligazionario che la recente crisi finanziaria ha rimesso, statisticamente, in discussione.

Effetto crisi

La Covip, commissione di vigilanza sui fondi pensione, aveva ipotizzato che nel lungo termine le azioni potessero crescere del 4% oltre l’inflazione (oggi sopra il 3%) e i bond del 2% sopra l’indice dei prezzi al consumo. Covip sta lavorando per affinare lo strumento principe che punta a soddisfare il primo dei punti che citiamo. La revisione del progetto riguarda in particolare il profilo della rappresentazione del rischio (risk–based). La Commissione intende mettere in consultazione il nuovo testo, auspicabilmente entro il primo trimestre del 2012. Un fine tuning, dunque, di uno strumento che ha fatto in questi anni da apripista per altre esperienze, la cui efficienza è in via di miglioramento.

Portafogli trasparenti

Qual è il livello di «visibilità» dei portafogli dei fondi pensione? La normativa di primo e secondo livello prevede per i fondi negoziali che vengano pubblicati in bilancio solo i primi cinquanta titoli del portafoglio (che non di rado ammonta a diverse centinaia di unità). Il peso sul portafoglio del 50esimo titolo difficilmente supera l’1%: per Cometa (metalmeccanici) pesa per lo 0,7% del totale, per Fonchim lo 0,49%; un peso che sale per i fondi più "piccoli": il 50esimo di Fondav (personale di volo) vale lo 0,93% del totale. E sotto queste soglie? La parte "non visibile" del portafoglio pesava per Cometa nel 2010 per il 6,33% del totale, analogamente a Fondav; invece per Fonchim con porzioni minuscole di portafoglio c’era a fine 2010 il 50,49% del portafoglio. Si può fare uno sforzo per conoscere tutti i titoli in cui un fondo investe, anche se ampiamente diversificati (anche se con un lag temporale per frenare i "copioni") una volta al mese invece che una volta l’anno? D’altronde Lehman Brother pesava al momento del default non più dello 0,2% in questi fondi.

Documentazione

Diverso è il caso degli inadempienti o dei "pigri": a oggi non c’è traccia sul sito internet di Previvolo (piloti) del bilancio 2010. Un’eccezione in un panorama scrupoloso, quello dei negoziali. Quelli dei preesistenti conta ancora deroghe di gestione rilevanti: per la quota di immobili che entro il prossimo 31 maggio (deroghe a parte) dovrà scendere sotto il 20%, per l’obbligo di avere una banca depositaria, il rispetto dei regolamenti Covip sui conflitti di interesse e sulle convenzioni, la stessa pubblicazione dei primi 50 titoli in cui si investe. Buona parte dei fondi di maggiori dimensioni è già avanti; l’incognita riguarda le deroghe per strutture come Fondo Cariplo che in immobili ha gran parte del patrimonio.

I provider

E poi ci sono i gestori, i server amministrativi, gli advisor. Al di là delle norme, il pressing della Covip spinge i fondi pensione a pubblicare scrupolosamente in bilancio le voci di costo per queste attività. Qualcosa ogni tanto sfugge: le consulenze talvolta non sono continuative e la loro evidenza sfugge ai bilanci.

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