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Caccia grossa alle stime sulle pensioni, tra delusioni e speranze

«Scusi, mi può dire quanto prenderò di pensione?». La domanda è semplice e la risposta è talvolta agevole: bastano cinque minuti sul web con un motore di calcolo ed è fatta. Altre volte ottenere soddisfazione al quesito numero uno per chi è iscritto a un ente previdenziale è difficile; a volte molto difficile. Tra gli stand di Palazzo Mezzanotte, dove si è svolta la due giorni della Giornata Nazionale della Previdenza, la caccia alla stima della propria pensione rischia di rivelarsi una corsa a ostacoli per alcune categorie di lavoratori.

«Non saranno buone notizie ma essere consapevoli del proprio destino previdenziale – spiega chi si avvicina agli stand di casse e fondi pensione – è sempre meglio che viaggiare a fari spenti». Chi è iscritto all’Inps può leggere la propria anagrafica, cioè l’elenco dei contributi versati, ma non quanta rendita previdenziale produrranno nel tempo. Idem per gli iscritti all’Enpals. «Se vuole una stima deve rivolgersi ai patronati», dicono in entrambi gli stand. Non va meglio ai dipendenti pubblici: al banchetto dell’Inpdap fanno sapere che per ora è possibile solo controllare quanto versato dalla pubblica amministrazione. «Entro l’anno però potrà fare i calcoli direttamente sul nostro sito internet». Più fortunati gli avvocati: Mario M. ha 45 anni, è iscritto alla Cassa Forense da 10 anni, guadagna 50mila euro l’anno e versa un’aliquota del 10%: «loading», legge per qualche istante sullo schermo del computer portatile e poi compare la cifra: 11.443 euro l’anno, in termini reali.

Più bassa l’età anagrafica, dicono tutti, e più difficile fare stime attendibili. Giuseppe D.M. è un geometra 41enne, versa contributi da 16 anni e scopre che otterrà una pensione di vecchiaia di poco più di ottomila euro. Tanto? Poco? «Mai abbastanza!», risponde sorridendo. «Ma ora almeno lo so». A volte queste indicazioni risultano indigeste: difficile vivere bene con ottomila euro l’anno. Non a caso difficilmente si replicheranno queste informazioni in occasione di «Un giorno per il futuro», che il ministero del Welfare sta preparando per il 25 maggio. E i fondi pensione complementari cosa fanno? «Loading», si legge sul monitor di Arca Previdenza e di PosteVita; poi appare il nostro destino previdenziale: «Se inizia a versare oggi il suo Tfr – mi dicono – avrà 3.620,93 euro l’anno, per compensare il progressivo calo della pensione pubblica». Già, ma di quanto calerà la mia pensione di primo pilastro?

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