La prudenza ha tradito il fondo Mario Negri e il Previndai

«Scusi, ma con con un rialzo del 20% in un anno e di oltre il 70% dai minimi di marzo, com'è che avete reso poco più del 2%?». È questo all'incirca il tenore della telefonata ricevuta dal fondo dedicato ai dirigenti industriali Previndai (l'unica, giurano i vertici del fondo). Colpa della prudenza, è stato risposto: «A inizio 2009 il nostro gestore azionario, Lombard Odier – dice il direttore Franco Di Giovanbattista – non era fiducioso del fatto che la crisi fosse davvero passata: la Borsa si è mossa infatti con scambi ridotti e guidata dai settori che nel 2008 erano andati peggio. E noi ci siamo trovati d'accordo con questa impostazione. Il nostro stile di gestione ci porta a stare alla larga dalle montagne russe, puntando a rendimenti inferiori ma più certi: a inizio 2008 ci siamo messi liquidi e siamo stati tra i pochi a chiudere l'anno in territorio positivo. E nel lungo termine le nostre linee battono sempre il benchmark: la Bilanciata è al massimo assoluto e con la Sviluppo siamo vicini. Bisogna poi ricordare che una buona fetta delle posizioni degli aderenti è composta dalla linea assicurativa».
Certo, ben pochi erano disposti a puntare sulle azioni un anno fa circa. Ma il meno che si possa dire è che la prudenza ha giocato un brutto scherzo. O per meglio dire, una interpretazione del concetto di prudenza: perchè, come si è visto almeno nel breve, l'impatto emotivo di quanto accaduto nel recente passato ha impedito di cogliere le opportunità offerte di recente. Mentre nel lungo termine è ancora da dimostrare che le azioni non riescano a far meglio delle obbligazioni, nonostante il decennio negativo che si sono lasciati alle spalle.
Ma questa "prudenza" a tradito anche il Fondo di previdenza Mario Negri (dirigenti del commercio, trasporti e servizi), che ha chiuso il 2009 con un +2,8%. Anche loro hanno affidato il loro patrimonio a Lombard Odier, oltre anche a Invesco, con i quali hanno condiviso la scelta a inizio 2009 di ridurre la presenza di azioni in portafoglio dal 14 all'1% entro marzo: una mossa che ha precluso ogni possibilità di cavalcare almeno in parte il successivo rally. «I nostri gestori – dice Alessandro Baldi, presidente del Fondo Mario Negri – ritenevano che la ripresa dei corsi di mercato non avesse basi sufficientemente solide e che una correzione sarebbe arrivata a luglio; e noi abbiamo condiviso questa impostazione. Certo, col senno di poi c'è chi si lamenta: ma è la Borsa che ha sbagliato, non noi e la correzione di inizio 2010 lo conferma. Tuttavia riteniamo che nel medio termine la nostra scelta di passare a una strategia absolute return darà i suoi frutti».
Da registrare che la decisione del Mario Negri di vendere azioni a inizio 2009 è confermata dalle scelte di cassa: le gestioni patrimoniali in cui il fondo ha investito la propria liquidità hanno visto ridurre la componente azionaria (S&P500 con copertura di rischio cambio) dal 3 al 2% del totale.

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