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Quella voglia matta di annettere il risparmio previdenziale

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È noto che la diversificazione riduce il rischio, correlando in modo corretto i diversi asset in portafoglio. Vale per la gestione dei fondi così come per la previdenza: dipendere non solo dal primo pilastro pubblico ma anche da un secondo privato riduce il rischio di andare incontro a rendite esigue.

Anche per questo non sono state certo accolte con favore le misure di alcuni stati che hanno deciso di annettere parte del patrimonio previdenziale dei loro cittadini nelle casse pubbliche: Argentina prima e più di recente Polonia e Repubblica Ceca. Misure differenti che inseriscono vincoli alla massimizzazione dei profitti da parte dei gestori dei fondi pensione, per esigenze di cassa dell’immediato, senza curarsi dell’effetto negativo sul rendimento finale.

A questa lista di paesi si iscrive la Turchia che obbligherà i lavoratori a iscriversi ai fondi pensione privati con contributi che per il 40% saranno parcheggiati in pronti contro termine a 180 giorni e depositi a breve termine. Una scelta giustificata con la necessità di dare liquidità alle banche in questo difficile momento per Ankara, vista l’esposizione in dollari Usa che rischia di far saltare il sistema bancario turco.

Costrizioni contrarie a una serie di princìpi di sana gestione: 1) l’allineamento dell’orizzonte temporale con le prospettive pensionistiche: i depositi a breve sono indicati solo per chi è vicino alla pensione, ma deleteri per i più giovani; 2) il vincolo di portafoglio, che riduce la quota di asset remunerativa e quindi il risultato finale; 3) l’home bias, ossia la tendenza – spesso perniciosa – di destinare le proprie risorse nello stesso contesto economico di appartenenza, correlando direttamente le proprie fonti di profitto e redditività, contro ogni criterio di diversificazione del rischio.

Chi sorride di fronte a queste decisioni, resti serio: in Italia il Tfr di chi lavora in aziende con oltre 50 dipendenti che non aderiscono ai fondi pensione viene cooptato dallo Stato: 5,6 miliardi l’anno contro i 5,5 che va a previdenza complementare. A molte latitudini le tentazioni pubbliche concorrono a deprimere le prospettive dei cittadini. Per questo è sempre necessario tenere alta la guardia.

@maloconte