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Se la concorrenza dei fondi pensione #cambiaverso

Premetto che detesto parlarmi addosso; ciononostante forse non tutti sanno che in passato mi sono espresso in modo inequivoco contro l’ipotesi, contenuta nella prima versione del ddl concorrenza, di estendere la portabilità di adesione ai fondi pensione. Estensione in particolare del contributo datoriale, che avrebbe avvantaggiato le reti commerciali capaci (e motivati economicamente) di convincere gli aderenti ai fopndi di categoria ad iscriversi a strumenti più costosi e dalla governance meno trasparente come in particolare i Pip (polizze previdenziali). Il pressing dei fondi pensioni ha ottenuto buoni risultati nelle scorse settimane, come registrato qui:

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-07-31/ddl-concorrenza-salta-portabilita-fondi-pensione-si-all-aumento-notai-165552.shtml?uuid=ACOjdya&fromSearch

Certo, si poteva fare meglio e di più: per esempio spingendo in maniera più decisa i fondi di categoria a fondersi tra di loro e ad aprirsi anche a chi ha contratti non subordinati. Ma tant’è. Di fatto il sistema paga uno scotto all’Erario, con un innalzamento della tassazione che rende meno conveniente la costruzione di un secondo pilastro previdenziale. Mettendo a rischio, insieme a questi stop and go normativi, la serenità di chi intende pianificare il proprio destino previdenziale per i prossimi decenni.

  • Marco lo Conte |

    Egregio lettore, il fatto che il Suo account riveli la Sua professione non è casuale ma concordo sul fatto che non bisogna concentrarsi solo sui costi; ciò detto sarebbe utile approfondire il tema della qualità della consulenza e verificare in qualche modo quella effettuata. Anceh per capire se vale l’alto costo sborsato. Per la precisione però, il contributo datoriale non è un privilegio sindacale, ma il frutto di un accordo negoziale che spesso è sostitutivo di un aumento dello stipendio in busta paga.
    Cordialmente
    mlc

  • Daniele |

    Scusate basiamo la buona gestione dei risparmi previdenziali solo sulla componente costi (ISC) senza vedere anche altri aspetti quali la consulenza del professionista nella scelta dei comparti da sottoscrivere, nella scelta dei comparti da utilizzzare nella fase di accumulo, ecc.
    I fantastici fondi negoziali per il sole 24ore costano poco, infatti tutto il lavoro è fatto dall’aderente, nessun consiglio, nessun affiancamento, così i comparti sottoscritti sono oltre 80% monetari così da dare una rendita da fame all’aderente.
    I gestori dei fondi negoziali vengono scelti non dall’aderente e se ad ogni cambio chi subentra modifica tutto nessuno comunica niente all’aderente e se lo comunica l’aderente deve essere un VERO esperto di finanza per capire e agire di conseguenza.
    I costi vanno guardati ma essere focalizzatti solo su di loro è una vera cavolata.
    Scusate in un paese pieno di privilegi e caste perchè il sole 24ore appoggia il privilegio dei sindacati di avere solo loro il contributo del datore di lavoro? I soldi sono dell’aderente diamo a lui la LIBERA scelta di dove metterli, basta con i privilegi.

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