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Fondi pensione e Casse: lo strano caso del decreto firmato e poi revisionato

Il decreto è stato atteso a lungo. Anche perchè il mondo della previdenza si aspettava di capire i contorni di quella che era esplicitamente una misura compensativa dell’aumento dell’aliquota fiscale sui rendimenti annui. Il provvedimento del governo che punta a incentivare gli investimenti nell’economia reale dei fondi pensione e delle Casse privatizzate in cambio di un credito di imposta, fornisce una risposta all’esigenza sollevata da molti fondi pensione di far ricadere almeno una parte della contribuzione dei lavoratori nei loro territori produttivi, correggendo la tendenza di allocare le risorse sui mercati finanziari internazionali, nella stragrande maggioranza dei casi lontano dall’Italia. Insomma l’attesa era alta. Una prima bozza del decreto circolata a fine marzo era stata bocciata da più parti, finchè non si è giunti a una nuova formulazione e alla firma del ministro. La sera di martedì 5 maggio, poi, la firma del Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Pochi giorni dopo ne davamo conto sul Sole 24 Ore in questo articolo:

http://www.ilsole24ore.com/fcsvc?cmd=checkcredit&chId=30&docPath=%252Fnotizie%252F2015-05-13&docParams=F3hKRPNNvufaBBFA65OLveVDeFs4sqU2j4aMvfERsclLd3y0iCn5yDx1ZJcpcSnXs4s5h4m45Ey9m8v8v3q8p1q3j5BFGWb1n2HXx2m4rAaqi2r6l3CSw4vCu6w9t0k2Sch2o6x5c0b1t8m4fvu5vAs1DTf3q9m4DTn5o1y3j5w4u1h3Xhr4g2r6m1KUDQmeNL54JCODxCwDu6p2x9t7l3e4gwt2e0f5r6h3cScpQAaAiGgRjMbIpKcFnZnOqNhEN5L7oMkXoSD3lItQXC33gWMZRBg1v7u7f2l325u5f1r4y6r9q2t6l7KNw1n5uDcfw4i6p1u7v2p736g1q8u2vCb1l0j1mpMLOOtrulttJAPRv3i1w3u8m1eUborbi3q2r4xDl3adr2l7p2v3m4p1w9f1lox2n5wFilv3i6u6o1y5n5mpo9q8u2j7sBt8q8knsrOOvtOFbbULqBgGiGpJjlt1m5x4s6t8D4fscSkHrYX4qR&uuid=ABOo2SfD

Com’è d’uso, l’articolo anticipava la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto (“è la stampa…”), certi che di fronte al testo “bollinato”, ossia con il sigillo del Ministero, fossero state scongiurate sorprese dell’ultimo minuto. E invece a due settimane dalla firma, la pubblicazione in Gazzetta ancora non c’è. A quanto sembra sarebbe emerso un “problema” riguardante l’interpretazione di un termine, che avrebbe necessitato di una revisione. Qualcuno ha però espresso preoccupazione per questo intervento: la materia è delicata e gli appetiti di alcuni soggetti per “guidare” le scelte di investimento di fondi pensione Casse previdenziali sono alte. Complessivamente parliamo di circa 170 miliardi di euro di portafoglio e anche una piccola porzione di questo fa gola. Autirizza un po’ di preoccupazione l’esito (lo scorso autunno) delle trattative per la nascita di un fondo dei fondi che investisse nell’economia reale; che ha abortito e che invece ha figliato un aumento delle aliwuote fiscali. Oltre alla lunga gestazione del decreto in questione. Dicono che il tempo è galantuomo. Speriamo anche il redattore del decreto.