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L’Inps, l’allarme di Mastrapasqua e la sicurezza del sistema

L'allarme del presidente dell'Inps Antonio Mastrapasqua sui conti dell'ente ci dice delle cose: sta a noi decidere se guardare le cose o chi ce le indica
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-11-14/mastrapasqua-lancia-allarme-deficit-inps-segnali-non-totale-tranquillita-102430.shtml?uuid=AByRv6c
In breve: la cosiddetta messa in sicurezza della previdenza pubblica, sventolata dai politici all'indomani dell'ennesima riforma o ritocco del sistema, e' indice di una scarsa consapevolezza di una serie di cose: che i sistemi previdenziali non possono essere astratti dal mercato del lavoro, e'inutile un sistema stabile ma inadeguato; che ogni sistema previdenziale va "gestito", non basta cioe' la definizione delle norme non fosse altro per il fatto che la rivalutazione riconosciuta sui contributi versati in Italia e' legata alla crescita (sic!) del Pil nazionale, in maniera non diversa all'azndamento dei titoli di Stato, come in Gran Bretagna, o in base ai risultati delle gestioni finanziarie come accade per i fondi pensione.
Che la previdenza, infine, e' il futuro mentre le pensioni sono ill passato e il presente: se non e' chiaro il significato delle parole – e dei concetti che esprimono – non andremo molto lontano.
L'allarme di Mastrapasqua e' un segnale che va ascoltato, perche' il futuro non e' una possibilita' o una scelta. Prima o poi arriva e chiedera' conto – soprattutto a chi ha gestito il Ministero del Welfare negli ultimi lustri – di quanto fatto e delle omissioni di fronte agli interventi necessari, sia per quanto riguarda gli enti previdenziali di primo pilastro, in particolare per le Casse previdenziali, sia per il secondo pilastro, la cui diffusione e' colpevolmente limitata a meno di un quarto del baci o potenziale degli aderenti.
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