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La visione di Papa Francesco sull’uso del denaro

Il tema religioso è solitamente poco trattato quando si considerano gli aspetti psicologici legati al denaro, ma in realtà fondamentale per valutare la permeabilità di alcuni concetti come la massimizzazione dei profitti in un contesto sociale. Figlia del mondo industriale capitalista, la finanza è nipote della cultura protestante: innumerevoli gli studi che hanno focalizzato questo legame, a partire da Weber a Simmel a McDonald, che sottolineava ad esempio l’insofferenza dell’etica protestante nei confronti della povertà e della spesa per welfare.

Cattolicesimo e protestantesimo strutturano la nostra mente anche in materia economica: banalizzando, si può dire che da una parte c’è lo spirito mutualistico e solidaristico, dall’altra la tensione per il raggiungimento degli obiettivi dell’individuo; in quest'ultimo caso si può parlare di prevalenza dell'engagement, la forza della motivazione individuale che porta a raggiungere uno scopo, mentre dall'altro canto questo è più attenuato e fa premio una visione più olistica della realtà, in cui conta soprattutto l'equilibrio della società in base ai dettami ultraterreni.

Senza capire questa distinzione rilevante non si comprende il perché di fronte a un contesto complesso il risparmiatore italiano scelga di non decidere o di rinviare la decisione di vendere un quando questo continua a calare oppure di aspettare troppi prima di sottoscrivere uno strumento previdenziale o un’assicuirazione sulla vita. Per questo sarà particolarmente interessante monitorare le parole di Papa Francesco in materia di denaro. Il primo Pontefice di formazione gesuita, che ha scelto il nome del poverello di Assisi, ha affrontato di petto il problema Ior.

Argomento sul quale il suo predecessore è caduto, quando – come scritto su «Plus24» un anno fa – alcune lobby del suo entourage hanno «corretto» il motu proprio dell’attuazione delle leggi antiriciclaggio. Al di là delle vicissitudini dello Istituto opere religiose, sarà interessante capire qual è il messaggio del gesuita Bergoglio sull’utilizzo del denaro: strumento di risarcimento delle storture del mondo oppure riconoscimento dell’impegno individuale? Se sono evidenti le difficoltà di implementare i principi di una mentalità di differenti contesti culturali, sono altrettanti evidenti i rischi che questi producano deviazioni e devianze. Per questo la parola del Papa è necessaria.