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Previdenza, la teoria c’è, manca la pratica (e la politica)

Essere consapevole è già qualcosa: condizione necessaria ma non sufficiente per porre rimedio ai problemi. Lo sono gli oltre 600 studenti interpellati da PattiChiari in materia di “educazione previdenziale”, in occasione della recente “Settimana dell’educazione finanziaria”. Le domande a loro rivolte hanno voluto focalizzare la consuetudine del tema nella conversazioni domestiche e i risultati confermano come la previdenza rappresenti un tema presente e preoccupante nell’immaginario dei genitori; e di conseguenza dei loro figli. Il 56,9% degli studenti riferisce che questo è tema discusso e oggetto di preoccupazioni per gli adulti; percentuale cui andrebbe in parte sommata quella di chi del tema non fa menzione in casa: ben il 25,9%, effetto in parte di una vera e propria “rimozione economica” dagli esiti, facile indovinarlo, disastrosi. Oltre a quel 17,2% di ragazzi i quali riferiscono che i genitori parlano del tema ma loro non ne sono interessati. Che non è molto meglio. Le altre domande del questionario di Patti Chiari miravano a verificare il grado di conoscenza di alcune informazioni di base relative alla previdenza di primo e secondo pilastro.

Può sorprendere che la maggioranza di tutte le risposte è risultata quella corretta, segno che – in materia di voucher, natura e modalità della previdenza complementare – una quota non indifferente di italiani, studenti compresi, ha consapevolezza del fatto che la pensione futura è il prodotto di un percorso che va costruito, verificato, mantenuto e scelto. Ci si deve giustamente preoccupare di chi questa consapevolezza non l’ha (ancora): e le ultime indicazioni di Banca d’Italia sugli interventi in materia di educaizone finanziaria nelle scuole sono particolarmente confortanti. L’indagine Patti Chiari ci dice che oggi pensione è associata a concetti come incertezza, costruzione, fatica, al contrario del passato, quando era associata a termini come spettare, diritto, riscossione.

Un’ulteriore conferma è arrivata dalle risposte degli oltre centomila lettori che hanno risposto al quiz “Quanto ne sai della previdenza integrativa”, pubblicato la scorso settimana su www.ilsole24ore.com, insieme al Guida sul tema scaricabile dal sito web. Solo in un caso su dieci la maggioranza di risposte è andata sull’alternativa sbagliata e di un soffio. Conforta che ampie maggioranze di risposte abbiano testato positivamente la competenza di chi ha effettuato il test, in primis quello sulla vigilanza Covip sui fondi pensione, le cui funzioni sono note da circa i due terzi dei lettori.

Resta da capire cosa farne di questa consapevolezza: possibilmente un vero e proprio percorso guidato verso la pensione, evitando buche e incidenti. Come più volte detto in passato, può essere compito di un consulente o del fai da te: il primo è un professionista la seconda opzione richiede competenze, ma – a meno che queste condizioni non diventino obbligatorie – ciò non basta.. La “sorpresa” non alleggerisce la mano pubblica dall’occuparsi del rischio che da qui a pochi decenni ampie fasce della popolazione si trovino in situazione di indigenza estrema. Materia cui investire Parlamento ed Esecutivo, magari sulla scorta delle migliori esperienze internazionali. Appena questi due organi diventino operativi, ma soprattutto sensibili alla responsabilità di costruire il futuro. Sin d'ora.

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