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A chi chiedere il consiglio giusto sulla propria pensione

Che il problema previdenziale non sia solo italiano è evidente, visto che andiamo incontro a un futuro fatto da bassa crescita economica e da un’attività lavorativa più flessibile e più lunga. Gli assegni pensionistici incassati da chi ha smesso di lavorare negli ultimi mesi saranno sempre più un miraggio. Indispensabile dunque passare alle contromisure, risparmiando utilizzando strumenti idonei con quelle che saranno le nostre esigenze quando saremo anziani. Ma come? E ascoltando i consigli di chi? A queste e altre domande ha provato a dare risposta un sondaggio internazionale messo in campo nei mesi scorsi dalla società di consulenza Accenture.

La survey ha rilevato l’opinione di 8112 lavoratori tra i 26 e i 60 anni, residenti in 15 nazioni (9 a economia avanzata e 6 emergente); 500 le interviste realizzate in ciascun paese, (mille negli Usa). Paesi differenti per tipologia di sistema previdenziale, per meccanismi di calcolo, di rivalutazione, di pensionamento, la differenza tra generi, l’imposizione fiscale, insieme ad altri fattori distinguono paese da paese. Condivisa da tutti invece la preoccupazione per il futuro, che contraddistingue l’82% degli interpellati; in Italia sono l’84% in Italia, mentre i meno pessimisti i tedeschi, con il 66% dei preoccupati e gli inglesi con il 65%. Per l’89% del panel è importante risparmiare per il proprio futuro; soltanto il 16% (il 15% in Italia) ritiene sufficiente ciò che accantona oggi, in vista del proprio fabbisogno previdenziale. E se oltre la metà ammette di avere poche informazioni sull’argomento, circa il 60% afferma di non aver mai ricevuto un preventivo su cosa fare per puntare a una pensione dignitosa.

Fondamentale è la scelta del soggetto più credibile da interpellare per le contromisure. Gli analisti di Accenture hanno proposto possibili quattro figure come fondi di informazione per conoscere quale sia la miglior opzione per previdenziale, offrendo la possibilità di fornire tre risposte. Al primo posto, con un gradimento medio del 51%, il consulente indipendente: una figura rilevante in alcuni paesi, mentre in Italia è una categoria con un numero limitato anche se in forte crescita, di professionisti del risparmio.

L’apprezzamento del 39% dei lavoratori italiani è da considerarsi come l’espressione di un’esigenza che il mercato italiano non ha ancora sviluppato in modo adeguato. Inferiore la considerazione per le banche in materia pensionistica (39%), con un picco negativo in particolare in Italia (24%), in Russia (24%) e in Polonia (21%). Un po’ meglio se la passano le compagnie assicurative con il 41% del gradimento (44% in Italia, i picchi in Polonia 64% e in India al 69%). Livelli analoghi per l’opinione di amici e parenti: al top in Usa, Germania, Giappone e India, mentre il tam tam conta poco in Italia (29%). Il che fa il paio con l’esigenza di interpellare un professionista autorevole e senza conflitti di interesse, che ci aiuti a scongiurare il rischio di sopravvivere al nostro denaro.

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