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Marè (Mefop): “Un ruolo da ammortizzatori sociali per i fondi pensione”

L’utilità dei fondi pensione è fuori discussione, anche se la riforma Monti-Fornero ha elevato le prestazioni, seppur aumentando l’età pensionabile. Intanto perché alcuni usciranno prima dal mondo del lavoro e poi perché un secondo pilastro è fondamentale per diversificare il rischio. Resta però il nodo adesioni: meno di un quarto di chi può ha aderito a un fondo pensione.

Come convincere gli italiani ad aderire?

Per esempio per via contrattuale. Si tratta di iscrivere automaticamente tutti i lavoratori di un settore al proprio fondo pensione con un minimo contributo: è il primo passo per costruire poi una posizione adeguata alle sue esigenze. Chi non vuole perché magari ha altri redditi o non lo desidera, potrà comunicare la sue intenzione di non aderire. Per far ciò serve però una campagna istituzionale articolata e credibile, in cui coinvolgere fondi pensione e intermediari.

Nel decreto Salva-Italia sono previste iniziative di educazione previdenziale busta arancione…

È un punto di partenza fondamentale. La previdenza deve essere una soluzione, non un problema. Senza educazione previdenziale non si va da nessuna parte. Servono percorsi chiari, trasparenti e semplificati per guidare la propensione di risparmio degli italiani verso finalità previdenziali. E rendere appropriate, se non adeguate, le scelte previdenziali dei lavoratori.

Cosa ne pensa della possibilità di dirottare al secondo pilastro parte della contribuzione del primo?

Sono due sistemi differenti: il primo a ripartizione e il secondo a capitalizzazione. Ci sarebbe un effetto potente per i fondi pensione e le posizioni degli iscritti ne beneficerebbero. Ma si creerebbe un problema per le entrate del sistema pubblico: nell’immediato non mi sembra una via percorribile.

Come gestire le posizioni di chi esce dal mondo del lavoro prima del tempo?

I fondi pensione hanno iniziato da tempo a svolgere un ruolo di welfare integrativo, insieme ai fondi sanitari che a loro si ispirano non a caso. Sarebbe utile esplorare la possibilità di far sì che i fondi possano essere uno strumento flessibile di ammortizzatore sociale: anticipando il pagamento di rendita a chi perde il lavoro negli anni precedenti la pensione. Sono previste formule analoghe, ma si devono allineare con le norme in via di definizione nel mercato del lavoro, coerentemente con gli altri ammortizzatori allo studio in questi giorni. Questo potrebbe incentivare ulteriormente le adesioni ai fondi pensione complementari.

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