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Una vignetta ci fa ridere – per ora – sul rischio longevità

Descrivere una vignetta è un po' come disegnare una barzelletta, ma tant'è. Immaginatevi un rapinatore con una folta barba bianca e stampelle che rapina un malcapitato che gli consegna una mazzetta di dollaroni. la pubblica il Ft-fm di oggi. Il commento di due passanti alla scena è impietoso: "Come tutti i suoi amici americani senza pensione, Billy pensava che sarebbe rimasto The Kid per sempre". La vignetta correda un articolo sulle sfide dei gestori Usa alle prese con i bassi risparmi previdenziali degli americani e con la necessità del sistema pensionistico statunitense di guardare all'estero per imparare a compensare i propri problemi. Non certo quello britannico, con i sudditi di Sua Maestà pronti a fare le  pulci ad altri Paesi e un pochino reticente ad additare i drammetici squilibri di casa propria (vedi post precedente). Il modello da seguire, come anticipato da questo blog già in passato, è l'Australia: qui i lavoratori ottengono una consulenza previdenziale pubblica che consente loro di appianare le asimmetrie informative tipiche dei mercati sviluppati (e non), in modo da compiere scelte coerenti e proficue per le proprie esigenze. Una mano pubblica e ben visibile nel mercato, in un paese anglosassone e liberale? Per chi sa guardare oltre gli steccati, nell'epoca in cui il debito pubblico Usa è detenuto dal Partito Comunista più importante al mondo, questa potrebbe essere la via maestra, utile anche in Italia. Senza nemmeno dover chiamare in causa la vecchia Dc e il nuovo il nudge di Sustein e Thaler.

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