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Anche i portafogli delle Casse sotto la vigilanza Covip

Una misura inserita nella prossima manovra del Governo per portare gli enti previdenziali dei professionisti sotto la vigilanza della Covip, l’autorità che si occupa dei fondi pensione complementari, almeno per quanto riguarda gli investimenti. Il testo del provvedimento è in via di redazione dagli uffici del ministero del Lavoro, e passerà poi al ministero dell’Economia. La decisione di mettere ordine nel farraginoso lavoro di vigilanza sugli enti previdenziali dei professionisti italiani è stata fortemente voluta dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, che ha materialmente redatto alcuni dei punti chiave del disegno di legge.

Il provvedimento intende disegnare un sistema di vigilanza per le Casse sul modello utilizzato per la previdenza complementare dall’Authority guidata da Antonio Finocchiaro: un quadro normativo che prevede un doppio livello di vigilanza: quella cartolare, basata sull’analisi della documentazione fornita e quindi simile a quella cui si sottopongono le Casse privatizzate; e la vigilanza in sede, con la collaborazione anche della Guardia di Finanza che prevede la verifica dei processi organizzativi e della documentazione presente negli uffici. Le Casse dovranno quindi seguire criteri e limiti degli investimenti, analogamente a quanto descritto nel decreto 703/96 (in via di aggiornamento), che regola la previdenza complementare. Un decreto secondo il quale i fondi possono investire solo in titoli negoziabili e liquidi, come azioni, obbligazioni, fondi comuni, mentre i derivati sono consentiti solo con finalità di copertura dal rischio. Esclusi dunque i titoli strutturati, sottoscritti in quantità rilevanti negli anni scorsi dalle Casse (5 miliardi di euro di valore di carico), che dal fallimento di Lehman in poi hanno provocato qualche grattacapo ad alcuni di questi enti: per i costi, l’opacità dei meccanismi e dei processi di sottoscrizione, alla redditività talvolta inefficiente. Temi che da tempo hanno spinto il ministro Sacconi ad accendere un faro sulle Casse di previdenza, sollecitando risposte dagli enti e dai rappresentanti nei Cda delle Casse stesse. E passando alle contromisure, con un riordino e un’intensificazione della vigilanza sugli investimenti delle strutture previdenza obbligatoria, ora in mano a un numero eccessivo di soggetti: due ministeri, una commissione bicamerale, più la Corte dei conti.

«Chiediamo da tempo pochi controlli ma più efficienti – dice Andrea Camporese, presidente dell’Adepp, l’associazione delle Casse privatizzate –. Sull’ipotesi Covip mi consulterò martedì con i presidenti degli enti ma posso dire sin d’ora che stiamo lavorando intensamente per emanare il nostro codice di autoregolamentazione, che sarà inviato la prossima settimana al ministero; e per migliorare il controllo del rischio dei mostri enti, l’analisi dell’asset allocation strategica e l’allineamento nella trasmissione dei dati sensibili relativi ai nostri portafogli».

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