Due o tre cose che so dei sondaggi sulla riforma delle pensioni in Francia

Il 55% è tanto o poco? Un po’ più della metà ha un peso tale da considerare residuale l’opinione del 45% degli intervistati su un argomento? L’argomento è la riforma delle pensioni in Francia. Oltre la metà dei francesi, il 55% appunto, ritiene che Sarkozy debba cedere sul progetto di innalzamento dell'età pensionabile da 60 a 62 anni. Lo rivela un sondaggio dell'Istituto Bva diffuso da Canal+, due giorni dopo la giornata di mobilitazione nazionale. Il sondaggio è stato realizzato su un campione di 1.012 francesi tra martedì sera e mercoledì sera. Basta il 55% per dire che una parte ha torno o ragione? Che bisogna prendere una decisione invece che un'altra? Domande alla fine suggestive, che in qualche modo indicano già la risposta. La giornata di scioperi e manifestazioni viene giudicata dall'80% degli intervistati come un successo per i sindacati e l'opposizione, mentre solo il 19% la considera un fallimento.

Se fosse un referendum non ci sarebbe partita con queste percentuali. Ma chi sarebbe il caso di far partecipare a questa consultazione? Chi ne ha diritto anche per le elezioni politiche? O solo chi lavora? O chi rischia di pagare in futuro il prezzo delle possibili per scelte sbagliate di oggi, cioè i più giovani, anche minorenni. Per la maggioranza dei francesi (62%), "Bisogna che vi sia un seguito" con altre giornate di mobilitazione. Il  37% ritiene invece che bisogna fermarsi. Difetti della democrazia, il peggior sistema di governo dei popoli, si diceva, ad eccezione di tutti gli altri. Ma la vera ricchezza è che siamo qui a parlarne.

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