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Michael Jackson, le royalties fanno ricco il fondo pensione

Cry, You Are Not Alone, One More Chance: non sono solo tre delle canzoni di Michael Jackson più ascoltate in questi giorni. Ma anche veri e propri asset di investimento di un fondo pensione olandese. Si tratta di Abp, il terzo al mondo per patrimonio (173 miliardi di euro), con 1,2 milioni di lavoratori iscritti e 750mila circa pensionati cui eroga ogni anno 6,6 miliardi di euro. Di recente il fondo pensione ha deciso di diversificare investendo nelle royalties musicali, ricavando rendimenti stimati dell'8% l'anno: nel 2008 ha acquistato il catalogo di Universal Music Group per 140 milioni di euro; e altrettanto all'incirca ha pagato al fondo di private equity Hg Capital per il suo portafoglio di musica classica. Ultima mossa, l'acquisizione di Rodgers & Hammerstein Organization (vedi «Plus24» del 15/4/2009), che detiene i diritti di musical come «Evita», «Cats» e «Tutti insieme appassionatamente», tramite Imagem Music Group, joint venture con l'editore musicale Cp Master Bv. Il cordoglio per la morte del re del pop ha spinto le vendite dei suoi dischi: da 10mila copie medie vendute la settimana precedente il decesso, a 422mila la settimana successiva. Abp detiene i diritti di 17 canzoni di Michael Jackson: le tre citate al 100%, al 25%, e solo per il mercato britannico, quelli di «We are the world», composta nel '85 con Lionel Ritche. Il fondo possiede i diritti anche di altre hit come «Baby one more time» di Britney Spears e da «Ray of light» di Madonna. Classici del pop apprezzati da giovani e meno giovani. E per ragioni diverse anche dagli anziani.