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I fondi pensione votano Obama

Dal nostro inviato negli Usa Mario Margiocco

In America c’è un numero più chiaro dei sondaggi elettorali. Spiega alla perfezione lo spostamento delle intenzioni di voto verso Barack Obama. Un numero che da alcune settimane fa sentire tutta la sua forza.
E’ il 401k. Con questa sigla si identifica negli Stati Uniti dal 1978 il più diffuso programma di pensione integrativa – aggiuntiva rispetto alla social security, il sistema pubblico – aperta a tutti i dipendenti del settore privato e che ha sopportato più del 10 per cento dei 6 mila miliardi di dollari di perdite subite dalla Borsa americana. Ci sono 65 milioni di 401k.

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he Il programma, che prende il nome da un comma della legge fiscale del 78, sostanzialmente raccoglie una parte del salario, a volte un contributo analogo del datore di lavoro, e a trattazione fiscale privilegiata investe il capitale in obbligazioni e azioni. Può essere l’impresa a farlo, il titolare sotto varie forme o un gestore.
Le perdite subite dai risparmi accumulati dagli americani per la pensione ammontano finora, dall’estate del 2007, a circa 2mila miliardi, e di questi una fetta consistente è stata sopportata dai 401k. "L’andamento dei sondaggi elettorali diventa molto chiaro se si tiene conto che ormai arrivano da quattro settimane i rendiconti che registrano le perdite – spiega Kenneth G. Griffin, fondatore e ceo del Citadel Investment Group di Chicago, una finanziaria con 1400 gestori e un business globale di asset management da Chicago a New York, Londra alle piazze asiatiche. Un elettore di 64 anni che pensava di andare in pensione fra due vede che oltre al 20% sulla casa, se vive a Chicago, o il 45% se vive in molte parti della California, ha perso anche il 30 o il 40% sugli investimenti azionari del 401k. La pensione per il prossimo anno sfuma, il progetto di andare al caldo in Florida o altrove anche, e non resta che lavorare fino a quando si potrà resistere".
"In queste condizioni cosa volete che faccia un elettore. Pensa a chi meglio potrà aiutarlo. E si sposta su Obama, se già non era orientato così", diceva ieri Ed Rendell, governatore democratico della Pennsylvania, uno Stato che McCain deve assolutamente vincere se vuole mantenere viva quaalche chances. Ma anche in Pennsylvania una situazione quasi di equilibrio è diventata, in poche settimane, e come in altri Stati prima ritenuti contendibili, di netto svantaggio. È il voto anziano che si sta spostando, osserva Rendell.
Obama aveva i giovani, fin dall’inizio. E adesso si ritrova grazie alla tragedia dei 401k con un crescente seguito fra gli elettori senior, donne soprattutto, ma anche uomini. E un vantaggio che facendo la media fra i vari sondaggi, e a livello nazionale, arriva ormai a 7 punti. Salvo fatti nuovi è destinato a crescere. I rendiconti periodici del 401k portano infatti, decine di migliaia di lettere al giorno, la realtà dei mercati nelle case americane, meglio e in modo più chiaro dei notiziari tv. Il gruzzolo per la pensione ha perso, secondo i casi, dal 20 al 30 al 40 per cento.
La pensione integrativa è fondamentale nel sistema americano perché la Social security, la pensione pubblica creata nel 1935 dal New Deal e studiata per assicurare un minimo vitale (a chi ha pagato i contributi), distribuisce un assegno mensile in media di 1.090 dollari al mese, 1.153 da gennaio, dopo i 65 anni (saranno 67 per i nati dal 1960 in poi). Si può incassare dai 62 anni, ma un assegno ridotto.
La situazione può essere pesantissima per chi ha avuto i fondi del 401k investiti, dopo accordi aziendali, soprattutto nei titoli dell’impresa per cui lavora. Comunque la crisi a partire dal 2007 ha ridotto mediamente i 3mila miliardi investiti con i 401k di circa il 20 per cento. Seicento miliardi di dollari delle pensioni sono andati in fumo. Come sempre, le paure economiche nelle urne americane favoriscono i democratici. Il 401k legava il risparmio pensionistico alla Borsa ed era diventato con George W. Bush un pilastro della ownership society. Un mondo crollato che ora deve saldare il conto politico.