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Fondi negoziali, -3% nei primi nove mesi del 2008

La crisi a ridosso del crack Lehman Brothers colpisce i fondi pensione di categoria, ampliando le perdite da inizio anno a -3%, dal -2,5% registrato a fine agosto. I pesanti cali dei mercati finanziari registrati nella seconda parte del mese scorso hanno inciso profondamente soprattutto sulle linee azionarie dei negoziali, con ribassi anche oltre il -15%.

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Nemmeno l’alta presenza di titoli di Stato (quasi il 60% del patrimonio) ha potuto contrastare lo scivolone dell’equity, presente per il 20% nel portafoglio. Da ricordare che una Borsa come quella di Piazza Affari cede il 45% ad inizio 2008. Il rendimento medio calcolato in questa indagine condotta da «Plus24» ha preso in considerazione anche le linee garantite, le cui quote hanno una rappresentatività relativa, visto che il loro obiettivo è di garantire la restituzione del capitale all’aderente (oltre che a volte, un rendimento minimo). Scontato il profondo rosso delle linee azionarie, sono rimarchevoli i risultati negativi dei compari obbligazionari, che anzi nell’ultimo mese hanno amplificato il proprio rosso in misura notevole; e di alcune linee monetarie (il -2,5% di Fonchim e il -0,49% di Fopen). È sempre il caso di ricordare che i ribassi di breve periodo non sono significativi per valutare la gestione dei fondi pensione, nemmeno in presenza di una crisi per certi aspetti drammatica come quella che stiamo vivendo: per chi ha più di dieci anni di lavoro prima della pensione c’è anzi l’occasione di acquisire quote a prezzi che nel medio-lungo periodo potrebbero rivelarsi un’opportunità. Tuttavia la diffusione di questi dati colpisce l’emotività: dopo averne annunciato la comunicazione qualche giorno fa, i fondi aderenti ad Assofondipensione hanno chiesto a Covip un incontro per «discutere delle modalità di diffusione dei dati periodici sui rendimenti». Richiesta accolta, se non sollecitata, dalla commissione che già in passato (vedi «Plus24» del 5/5/2007) aveva espresso il timore di «interpretazioni parziali e fuorvianti». «Smentisco – dice Bruno Mangiatordi, presidente facente funzioni della commissione – che la Covip abbia dato indicazione ai fondi di non diffondere i dati».