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Crisi Alitalia, Fondo Volo torna “con i piedi per terra”

Pensioni particolari per lavoratori particolari. Destinazione, il personale dei cieli: comandanti, piloti, assistenti di volo, soggetti il cui impegno quotidiano non è quantificabile nelle otto ore canoniche e che affrontano, oltre ai disagi dell’alternanza irregolare di viaggi e riposi, fattori di rischio come le radiazioni o le responsabilità sulla sicurezza. Per tutte queste ragioni nel 1965 nacque Fondo Volo, uno dei fondi speciali dell’Inps, con lo scopo di cucire addosso al personale viaggiante nei cieli una fisionomia previdenziale piena di deroghe vantaggiose rispetto all’Ago (assicurazione generale obbligatoria).

Vantaggi che nel corso dei decenni sono andati però diminuendo, parallelamente all’aggravarsi delle condizioni economiche e di bilancio della più importante compagnia aerea italiana, l’Alitalia. Sì perchè questa è la storia dei numerosi interventi per arginare prerogative che col passare del tempo assumevano sempre più la connotazione di privilegi per il settore volo.

Prendiamo ad esempio le aliquote di rendimento di ogni anno di contribuzione per le pensioni calcolate col sistema retributivo (18 anni di lavoro prima del 31/12/1995): per tutti è del 2%, mentre per gli iscritti al Fondo Volo l’aliquota era inizialmente del 3% e tale è stata fino al 27/11/1998, quando scese al 2,5% per poi passare al 2%. Anche il calcolo delle età pensionistica differisce da quello degli altri "assicurati" all’Inps: la pensione di anzianità arriva con 30 anni di contributi e 53 anni di età, se si ha versato almeno 20 anni di contributi obbligatori o volontari. Ed è possibile andare in pensione con requisiti anagrafici e contributivi ridotti di un anno ogni cinque, fino a un massimo di cinque anni, se l’anzianità contributiva è superiore ai 20 anni o di 15 per piloti collaudatori o tecnici di volo.

Capitolo pensioni di vecchiaia. Qui lo sconto secco rispetto agli altri lavoratori è di cinque anni: 60 anni per gli uomini e 55 per le donne. Un vantaggio che in sostanza non cambia con l’arrivo del sistema contributivo: lo sconto di un anno su cinque spinge in basso l’età della quiescenza per chi ha iniziato a lavorare dopo il 1996, fino a 55 anni per le donne e a 60 per gli uomini.

Un altro vantaggio? La regola dell’arrotondamento prevedeva, fino al 1/8/1997 che chi lavorava in un anno sei mesi e un giorno poteva calcolare quell’anno come intero. Molto «gettonata» anche la prerogativa della capitalizzazione fino al 50% del montante al momento del raggiungimento dei requisiti di vecchiaia o di anzianità; almeno per i periodi iscrizione maturati fino al 27/11/1988. Un’opportunità successivamente limitata dal legislatore: dopo l’88 il valore liquidabile in forma di capitale è stato ridotto al 25% mentre l’opzione è stata cancellata per i nuovi assunti. Quanto sono "dorate" le pensioni per gli iscritti al Fondo Volo? In media la prestazione di vecchiaia è di 45.964 euro l’anno. Tanto o poco? Quel che conta, fanno sapere all’Inps, è che il fondo è in attivo. Almeno per ora: è infatti presto per capire se l’epilogo della vicenza Alitalia inciderà sul bilancio attuariale del Fondo Volo.