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Adesioni, è polemica sulle modalità di raccolta definite da Covip

l «diritto di precedenza» è depotenziato rispetto alla precedente versione, ma nel testo finale non mancano ugualmente elementi indigesti, soprattutto ai gestori dei fondi pensione aperti. La delibera della Covip, commissione di vigilanza sui fondi pensione, sulle modalità con cui raccogliere le adesioni alla previdenza complementare continua a far discutere e a suscitare perplessità in una parte del mercato: proprio tra le Sgr, che insieme alle compagnie assicurative sono state elogiate dal presidente della commissione Luigi Scimìa, per la dinamicità di risultati ottenuti in termini di nuova raccolta, anche dopo la fine del 2007 (nel primo trimestre 2008 fondi aperti + 5,3% e Pip + 9,3% tra i dipendenti).

Il provvedimento dispone norme riguardanti l’informativa all’aderente potenziale e che riguardano i luoghi fisici in cui è possibile sottoscrivere l’adesione, la consegna della nota informativa e i richiami alle altre normative che dispongono indicazioni riguardanti l’informativa pre-contrattuale a strumenti finanziari o assicurativi. Rispetto al testo sottoposto alla consultazione pubblica, l’elemento più rilevante che è stato cancellato è l’obbligo per i collocatori di fondi aperti e Pip di indicare in prima istanza il fondo di categoria; resta l’obbligo di comunicare l’esistenza di un contributo datoriale (in caso di adesione ad uno strumento collettivo). Testimonia la difficoltà di trovare soluzioni condivise, la possibilità espressa nella Relazione allegata, di poter «apportare eventuali successive revisioni o adattamenti» al testo, oltre che la scelta di far entrare in vigore le norme il primo ottobre prossimo.

ALL’ATTACCO

Ciononostante la posizione di Assogestioni resta critica: «La soluzione individuata dalla Covip sancisce la balcanizzazione della regolamentazione in materia di previdenza – dice Fabio Galli, direttore generale –: con i negoziali che hanno norme sul conflitto di interessi vecchie di 12 anni e prive di efficacia, con le polizze previdenziali che seguiranno i criteri del Codice delle Assicurazioni e con i fondi pensione aperti che invece dovranno seguire le più rigorose norme della Mifid. Si pensi poi al paradosso per cui due aperti seguono uno le regole della Mifid se di un’Sgr, e l’altro quelle del Codice delle Assicurazioni se di una compagnia assicurativa. Così la Covip abdica al proprio ruolo di regulator della materia».

IL NODO GIURIDICO

Cosa avrebbe dovuto fare la commissione guidata da Luigi Scimìa? «Mentre il Parlamento guarda con attenzione alla funzione delle Authority, obiettivo è avere un sistema coerente che offre chiarezza. E per farlo, noi riteniamo che – aggiunge Galli – sarebbe stato più opportuno trovare una soluzione uniforme coinvolgendo le altre commissioni di vigilanza. Oppure rimandare il problema al legislatore». Meno "scontento" Luigi Di Falco, responsabile Vita, previdenza e risparmio gestito dell’Ania: «Le nostre osservazioni sono state in parte recepite. Il tema più delicato è quello delle sovrapposizioni delle norme su soggetti già sottoposti a regole in materia prodotti finanziari e assicuratitivi. Come abbiamo evidenziato in una lettera congiunta Abi-Ania, è necessario un coordinamento stringente sulle regole che insistono sulle medesime figure distributive, per determinare regole chiare e comuni su come raccogliere adesioni alla previdenza complementare».