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Assofondipensione sceglie Unipol per le pensioni di scorta

Alla fine Assofondipensione ha scelto Unipol per l’erogazione delle pensioni complementari degli aderenti ai fondi associati, in tutto circa 900mila iscritti ai fondi pensione negoziali. Fondi che non hanno ancora stipulato una convenzione analoga con altre compagnie assicurative, come invece hanno fatto Byblos, Cometa, Previambiente, Quadri e Capi Fiat, Solidarietà Veneto. Filcoop e Fopen, invece, pur non avendo ancora siglato alcun accordo con le compagnie, hanno deciso di non aderire alla convenzione siglata da Assofondipensione.

Obiettivo di queste pensioni di scorta, innalzare la copertura pensionistica vicino al 75-80% dell’ultimo stipendio: la quota che ottiene chi oggi va in pensione con il sistema retributivo e che chi in futuro andrà in pensione con il sistema contributivo non potrà raggiungere se non, appunto, con una pensione di scorta. La convenzione, che ha durata decennale, rappresenta da una parte una tappa fondamentale per l’associazione dei fondi di categoria, che taglia il traguardo della prima decisione collettiva di rilievo; d’altra parte la convenzione rappresenta una tappa fondamentale nel cammino per la creazione di un mercato delle rendite private, complementari a quelle pubbliche. Oltre a Unipol, Assofondipensione ha affidato a Generali, in «raggruppamento temporaneo con Ina Assitalia», l’erogazione delle rendite in caso di non autosufficienza.

La scelta

A convincere Assofondipensione una serie di elementi caratterizzanti l’offerta della compagnia bolognese: Unipol, infatti, utilizzerà per le rendite le tavole di mortalità Rgs48 "corrette", cioè aggiornate solo in parte rispetto a quelle più recenti: ad esempio le Ips55, che a differenza delle prime utilizzano come baricentro statistico i nati nel 1955 e che quindi offrono una minore remunerazione, in relazione ad una maggiore longevità (Generali e Ina Assitalia, invece, utilizzeranno per la long term care le tabelle Ips55); il tasso tecnico previsto è del 2,5% mentre i caricamenti complessivi applicati dalla compagnia si attestano allo 0,4%. A conti fatti, per ogni 10mila euro di montante accumulato, l’intestatario della convenzione – ossia l’iscritto al fondo pensione aderente ad Assofondipensione – potrà incassare una rendita annua pari a 659 euro.

L’offerta

Da sottolineare una delle prestazioni previste dall’accordo tra Assofondipensione e Unipol e cioè la controassicurazione: in caso di decesso dell’intestatario della posizione, i beneficiari indicati e in subordine gli eredi potranno riscattare l’intero montante accumulato al momento del decesso. Una possibilità che evidentemente riduce, seppur marginalmente, la trasformazione dei 10mila euro dell’esempio precedente non più in 659 ma in 595 teorici euro l’anno. Teorici perchè la controassicurazione consente di incassare il montate sotto forma di capitale e non di rendita. L’inserimento della controassicurazione nella convenzione risponde alla sollecitazione esplicitata dalla 252/2005 (legge Maroni o riforma del Tfr), che invitava il nascente mercato a farsi carico delle esigenze dei superstiti e dell’asse ereditario.

Long Term Care

In caso di mancanza di autosufficienza l’intestatario della copertura assicurativa potrà ottenere il raddoppio della rendita. La convenzione con le due compagnie triestine, prevede non solo l’incapacità fisica ma anche un «malfunzionamento cognitivo»: una definizione ampia che permette di di considerare diverse patologie, dalla demenza senile all’alzheimer a disfunzioni croniche progressive.