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La Regione Veneto stanzia 3,5 milioni di euro per incentivare la previdenza complementare

La fase due batte un colpo. E il segnale giunge dal Veneto, regione che ha deciso di stanziare 3,5 milioni di euro l’anno, per tre anni, allo scopo di sostenere e incentivare la previdenza complementare. Una cifra rilevante, soprattutto se si pensa che l’anno scorso l’intera campagna nazionale della Presidenza del Consiglio aveva avuto un budget di 17 milioni di euro, per tutti i 12,2 lavoratori dipendenti privati italiani.

La mossa della Giunta regionale non arriva per caso: l’anno scorso è stata varata una legge regionale che impegna il Veneto a «promuovere lo sviluppo della previdenza complementare di natura collettiva, al fine di garantire ai propri cittadini prospettive di sicurezza economica al termine dell’attività lavorativa». D’altronde, nel territorio regionale da 18 anni è operativo Solidarietà Veneto, uno dei fondi territoriali (insieme a quelli del Trentino Alto Adige e della Valle d’Aosta) che nel tempo ha seminato cultura previdenziale in regione.

I DESTINATARI

L’intervento punta a supportare i giovani: l’incentivo regionale premia infatti i lavoratori dipendenti entrati nel mercato del lavoro dopo il 1/1/1996 e che risultano più penalizzati, in prospettiva, dei colleghi più anziani, in quanto soggetti al regime contributivo: introdotto dalla riforma Dini, calcola infatti le pensioni di primo pilastro in relazione ai contributi versati e non, come nel più vantaggioso ma meno sostenibile regime retributivo, in base alla media degli ultimi stipendi.

WELFARE COMPLEMENTARE

Il decreto si presenta come un vero e proprio intervento in materia di Welfare: 400 euro sono destinati ai soggetti in congedo parentale per almeno 2 mesi nel 2007, 500 euro ai lavoratori dalla discontinuità contributiva, come co.co.co e co.co.pro., altri 200 euro a chi ha un reddito inferiore a 30mila euro. Per beneficiare di questi finanziamenti bisogna essere cittadini italiani o comunitari, residenti in Veneto, iscritti nel corso del 2007 alla previdenza complementare, ma anche quelli che si iscriveranno ad un fondo pensione nel corso del 2008 e nel 2009. Ne beneficeranno non solo gli aderenti a Solidarietà Veneto, ma anche tutti coloro che avranno scelto ad altre forme previdenziali: fondi di categoria oppure aperti o Pip, ma sempre ad adesione collettiva. I versamenti saranno effettuati direttamente presso le forma previdenziali indicate dai lavoratori, al termine delle necessarie verifiche.

ALLE AZIENDE

La Regione Veneto ha deciso di stanziare altri 1,65 milioni di euro alle imprese: per ciascun dipendente che abbia aderito in modo collettivo nel 2007 alla previdenza complementare, alle aziende va 100 euro, incrementabili fino a 200. Il che significa che un’azienda con 100 addetti potrebbe incassare fino a 20mila euro l’anno: non tanto in cambio del mancato Tfr in azienda, compensato in altra forma, quanto per incentivare l’adesione a strumenti previdenziali che nei decenni consentiranno ai lavoratori di oggi di godere di un reddito meno penalizzato, una volta in pensione. A questi finanziamenti si aggiungono altri 350mila euro per iniziative legate alla formazione e all’informazione sui temi previdenziali.

I TEMPI

L’invito è di non aspettare e di muoversi tempestivamente, visto che i finanziamenti andrano prioritariamente alle domande pervenute prima, penalizzando i distratti e i tira tardi. Le richieste vanno inviate all’agenzia Veneto Lavoro, corredate da tutta la documentazione entro 60 giorni dalla pubblicazione dei bandi nel Bur, Bollettino Ufficiale della Regione Veneto, che dovrebbe avvenire entro la fine di maggio. Per questo è opportuno tenere d’occhio il sito: http://bur.regione.veneto.it/BurvServices/pubblica/HomeConsultazione.aspx.

  • dario |

    egregio Marco,
    sono un sottoscrittore di un FIP con una compagnia assicurativa, ho letto il tuo articolo sul sole 24ore del 3 maggio 2008, dove vengono menzionati gli incentivi previsti dalla regione veneto a coloro che hanno sottscritto nel 2007/8/9 un pip,non capisco cosa si intende quando viene indicato “ma sempre ad adesione collettiva”, sicuro di una cordiale risposta, porgo distinti saluti.

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