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Chi ti aiuta a “costruire” la tua pensione?

Progettare il proprio destino pensionistico e’ un’attività non semplice: innumerevoli i fattori da considerare, dalla crescita del Pil nazionale, alle prospettive di carriera, all’inflazione attesa, alle dinamiche di reddito, all’anzianità contributiva pregressa. Fattori spesso ipotizzabili e per questo sottoposti a continua verifica. Non è un caso che un video dedicato all’argomento pubblicato sul sito del Sole 24 Ore abbia avuto un numero di accessi sei volte superiore a quello ottenuto in media da video dedicati al risparmio e alla finanza personale. Far da soli è praticamente impossibile.
Il tema è collettivo, cioè politico; in particolare al passaggio dal sistema retributivo a contributivo. Se in Italia le norme sulla comunicazione delle stime previdenziali (busta arancione) in 19 anni sono ferme alle sperimentazioni, anche il Regno Unito fatica a passare dagli impegni ai fatti. Il ministro della previdenza Steve Webb ha lanciato di recente un allarme sul rischio riguardante le pensioni insufficienti cui vanno incontro molti, troppi inglesi. “E’ ciò che accade quando lasci la gente libera di scegliere – ha detto -; per questo abbiamo la responsabilità di fornire gli strumenti per prendere le decisioni giuste, come aderire a un fondo pensione”. Sulla forma di consulenza c’è stato qualche stop and go: il governo aveva affidato in un primo momento al Money Advice Service il compito di dare consulenza ai lavoratori inglesi; ora e’ stato affidato l’incarico di orientare le scelte al Pension Advisory Service e al Citizen Advice Bureau.
Mr. Webb resta motivato: “Dobbiamo stimolare la domanda di una consulenza regolata”. Il tema e’ molto serio e non è un caso che in Italia diversi fondi pensione siano usciti di recente allo scoperto lanciando iniziative di promozione: Byblos (editoria, comunicazione, spettacolo) sta lanciando una campagna sul web e in particolare sui social network per raggiungere anche i lavoratori intermittenti, discontinui, atipici e “a chiamata”, cui esatta di recente estesa la possibilità di adesione. “Le voragini informative che ancora esistono a scapito dei lavoratori – dice Michele Tronconi presidente di Assofondipensione -, impongono di valutare con urgenza l’opportunità di iniziative tese alla loro alfabetizzazione previdenziale e finanziaria.
La campagna di comunicazione del Fondo Perseo Sirio, che ha il difficile compito di convincere i dipendenti pubblici ad aderire, ha vinto anche un premio per la comunicazione. Ma ciò evidentemente non basta: senza budget, senza una cornice pubblica e senza una strategia che vada oltre gli spot di Pubblicità Progresso, il futuro resta – come dice il poeta – “un buco nero in fondo al tram”. L’unica alternativa è l’abiura: lasciare cioè alle logiche commerciali del mercato il compito di gestire un tema politico.