«Relativamente alla scarsa trasparenza dei processi di valutazione nonché alla tempistica dei giudizi espressi sui debiti sovrani, l’utilizzo dei rating viene limitato al solo segmento dei titoli societari». Una sonora bocciatura da parte del Cda del Fondo Giornalisti, che gestisce la previdenza complementare degli operatori dell’informazione (ad esempio, di chi redige questo articolo, n.d.R.). I mandati ai gestori hanno vincoli di rating per cui si è resa necessaria una puntualizzazione. Nel senso della flessibilità: con questa mossa il fondo pensione invita i gestori a minori vincoli di portafogli e a una maggiore dinamicità, evitando così una gestione a benchmark. Il Cda del Fondo Giornalisti è intervenuto anche sulla remota possibilità dell’euro-crack, invitando i gestori a considerare «l’ipotesi di eventuali reintroduzioni di monete nazionali»: circostanza assente dal contratti di mandato. In questo caso estremo, ai gestori del Fondo Giornalisti viene così assicurata la continuità operativa.
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