Un silenzioso attacco al cuore dei fondi pensione, provocato da un malanno non riconoscibile sino a quando il paziente non cade a terra. Così è stato definito la crescita del rosso dei cento maggiori fondi pensione delle corporation Usa. Per Kenneth Hackel presidente della società di ricerca e consulenza Ct Capital Llc, non c'è una corretta percezione delle pesanti nubi che si addensano sul futuro dei pensionati statunitensi; tanto che il tema non trova spazio nel dibattito di politica economica sui media Usa. Il deficit dei principali fondi pensione statunitensi si è impennato dai 108 miliardi di dollari in luglio ai 459,8 di agosto, come riferito dalla società attuariale e di consulenza Miliman. Si tratta della differenza tra il monte rendite da erogare e il patrimonio a disposizione. A provocare il peggioramento della salute delle strutture previdenziali Usa è la politica di bassi tassi operata dalla Federal Reserve: una politica tesa a prevenire un’ulteriore recessione ma che ha come effetto l'appiattimento dei rendimenti dei bond benchmark utilizzati a riserva delle rendite, gli AA rated ossia i bond con una valutazione S&P di doppia A. Questi titoli sono scesi ai minimi storici in termini di rendimento: il mese scorso questi bond offrivano un rendimento medio del 2,81%, dal 3,9% della fine del 2009, ben sotto il 5,8% del 2008, secondo gli analisti di Bank of America Merrill Lynch.
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